Artrosi: sintomi, cause, fattori di rischio e prevenzione

A cura di Cesare Betti

L’artrosi è una malattia cronica e degenerativa che interessa la cartilagine, il tessuto che riveste e protegge le superfici delle articolazioni. Con il passare del tempo, la cartilagine può perdere elasticità, assottigliarsi e diventare irregolare, compromettendo progressivamente il normale movimento articolare.

L’età rappresenta uno dei principali fattori coinvolti, ma non è l’unico. Sovraccarichi ripetuti, attività lavorative o sportive particolarmente impegnative, traumi, alterazioni della struttura articolare e predisposizione genetica possono favorire una degenerazione più precoce.

Conoscere i sintomi dell’artrosi e i fattori che ne aumentano il rischio permette di prestare maggiore attenzione alla salute delle articolazioni e di intervenire sulle abitudini modificabili.

Cos’è l’artrosi e come colpisce le articolazioni

La cartilagine consente alle estremità delle ossa di scorrere tra loro in maniera fluida, limitando attriti e sollecitazioni durante i movimenti.

Nell’artrosi questo tessuto va incontro a un progressivo deterioramento: si assottiglia, si frammenta e perde la sua regolarità. Di conseguenza, le estremità ossee si avvicinano e l’intera struttura articolare può subire cambiamenti.

Con l’avanzare della malattia possono comparire:

  • maggiore attrito tra le superfici articolari;
  • tensione e contratture muscolari;
  • deformazioni delle strutture ossee;
  • dolore durante i movimenti;
  • rigidità e riduzione della mobilità.

L’evoluzione è generalmente graduale e può variare notevolmente da una persona all’altra.

Quali sono i sintomi dell’artrosi

I principali sintomi dell’artrosi sono il dolore, la rigidità articolare e la difficoltà nel compiere determinati movimenti.

Dolore articolare

Nelle fasi iniziali, il dolore tende spesso ad aumentare con il movimento e a ridursi durante il riposo. Quando sono interessate articolazioni sottoposte a carichi importanti, il fastidio può diventare più intenso alla sera, dopo una giornata di attività e sollecitazioni.

Il dolore può presentarsi anche dopo essere rimasti fermi a lungo o nel momento in cui ci si alza da una sedia.

Non sempre, però, compare all’inizio della malattia. In alcuni casi l’artrosi può procedere senza manifestazioni evidenti e diventare sintomatica soltanto in una fase successiva.

Rigidità

La rigidità si avverte soprattutto dopo un periodo di inattività, quando si ricomincia a muovere l’articolazione. Con il progredire della condizione può diventare più persistente e limitare le attività quotidiane.

Difficoltà nei movimenti

Nelle prime fasi, la persona può evitare alcuni gesti perché provocano dolore. Negli stadi più avanzati, invece, la limitazione può dipendere dalle modificazioni strutturali dell’articolazione.

Le eventuali contratture muscolari contribuiscono a rendere i movimenti ancora meno fluidi.

Cause e fattori di rischio dell’artrosi

L’artrosi non dipende necessariamente da una sola causa. Esistono diversi elementi che possono favorire il deterioramento della cartilagine o accelerarne la progressione.

Invecchiamento

Con il passare degli anni anche le articolazioni vanno incontro a naturali cambiamenti. Questo non significa, però, che tutte le persone anziane debbano necessariamente sviluppare la malattia: alcune conservano articolazioni in buone condizioni anche in età avanzata.

Sovraccarico articolare

Attività lavorative pesanti, movimenti ripetitivi e sport particolarmente intensi possono sottoporre le articolazioni a sollecitazioni prolungate.

Anche l’eccesso di peso aumenta il carico su alcune aree del corpo, in particolare ginocchia, piedi, anche e colonna vertebrale.

Traumi e fratture

Traumi importanti o microtraumi ripetuti possono modificare la struttura articolare. Anche una frattura non trattata correttamente può aumentare il rischio di sviluppare nel tempo una degenerazione della cartilagine.

Disturbi metabolici

Alcune malattie del metabolismo o delle ghiandole, come il diabete, possono essere associate ad alterazioni dell’osso e della cartilagine.

Deposito di cristalli

La presenza di cristalli all’interno delle articolazioni, derivanti per esempio dall’accumulo di acido urico o sali di calcio, può irritare le strutture articolari e ridurre la resistenza della cartilagine alle sollecitazioni.

Predisposizione genetica

In alcune forme può essere presente una predisposizione ereditaria, legata anche ad alterazioni della struttura del collagene.

Alterazioni meccaniche

Varismo, valgismo, asimmetria degli arti inferiori, scoliosi e altre modificazioni dell’assetto corporeo possono distribuire il carico in modo non uniforme e sottoporre alcune articolazioni a uno stress maggiore.

Chi è maggiormente a rischio

La probabilità di sviluppare l’artrosi può essere più elevata nelle persone:

  • anziane;
  • in sovrappeso o con obesità;
  • impegnate in lavori fisicamente pesanti;
  • che praticano sport molto intensi;
  • con precedenti traumi o fratture;
  • con alterazioni meccaniche degli arti o della colonna;
  • affette da alcune malattie metaboliche;
  • con una predisposizione genetica;
  • soggette alla formazione di depositi di acido urico o sali di calcio.

La presenza di uno o più fattori non comporta automaticamente lo sviluppo della malattia, ma può rendere utile una maggiore attenzione alla salute articolare.

Come prevenire l’artrosi

Non tutti i fattori di rischio possono essere modificati. È però possibile intervenire sulle abitudini quotidiane che influenzano il peso, il tono muscolare, la postura e le sollecitazioni a carico delle articolazioni.

Muoversi regolarmente

Il movimento aiuta a mantenere le articolazioni elastiche, rafforza la muscolatura e sostiene la stabilità articolare.

Anche piccoli cambiamenti nella vita quotidiana possono contribuire: fare le scale, camminare per brevi tragitti o interrompere più spesso i periodi trascorsi seduti.

Scegliere un’attività fisica adeguata

L’esercizio dovrebbe essere regolare e compatibile con le proprie condizioni fisiche.

Nuoto, bicicletta e ginnastica a corpo libero permettono generalmente di muoversi in maniera armonica. Le attività che provocano forti o ripetute sollecitazioni devono invece essere valutate con maggiore cautela.

Non ignorare il dolore

Il dolore articolare è un segnale da non sottovalutare, soprattutto quando compare senza uno sforzo evidente, persiste nel tempo o limita i normali movimenti.

In questi casi è opportuno rivolgersi al proprio medico per comprenderne la causa.

Prevenire traumi e microtraumi

Traumi importanti e piccoli urti ripetuti possono influire negativamente sulle articolazioni. Chi svolge lavori manuali o utilizza strumenti che producono vibrazioni dovrebbe rispettare le misure di sicurezza e servirsi degli equipaggiamenti protettivi previsti.

Mantenere una postura corretta

Posizioni scorrette mantenute a lungo possono aumentare lo stress meccanico.

Quando si lavora al computer è utile utilizzare una seduta adeguata, appoggiare correttamente le braccia e cambiare posizione con regolarità, evitando di rimanere immobili per troppo tempo.

Controllare il peso corporeo

Mantenere un peso adeguato aiuta a ridurre il carico sulle articolazioni. Anche pochi chili in eccesso, se mantenuti nel tempo, possono aumentare la pressione soprattutto su ginocchia, anche, piedi e colonna vertebrale.

Seguire un’alimentazione equilibrata

Un’alimentazione varia, ricca di frutta e verdura, permette di introdurre vitamine, minerali e sostanze antiossidanti.

Il controllo dell’alimentazione è importante anche per mantenere il peso corporeo e limitare il sovraccarico articolare.

Evitare l’automedicazione

In presenza di un dolore articolare acuto è opportuno non assumere farmaci in maniera indiscriminata.

Dopo avere individuato la causa del disturbo, il medico potrà indicare il trattamento più adatto alle condizioni della persona.

Quando rivolgersi al medico

È consigliabile richiedere una valutazione quando il dolore:

  • compare anche senza avere svolto attività fisica;
  • tende a ripresentarsi frequentemente;
  • non migliora con il riposo;
  • è accompagnato da rigidità persistente;
  • limita i normali movimenti;
  • peggiora progressivamente.

Una diagnosi corretta permette di distinguere l’artrosi da altre condizioni articolari e di individuare il percorso più adeguato.

Proteggere le articolazioni nel tempo

L’artrosi è una condizione complessa, influenzata da fattori non modificabili e da elementi legati allo stile di vita.

Attività fisica adeguata, controllo del peso, postura corretta e prevenzione dei traumi aiutano a proteggere le articolazioni e a limitare le sollecitazioni che possono favorire il deterioramento della cartilagine.

In presenza di dolore, rigidità o difficoltà nei movimenti, è sempre opportuno confrontarsi con il medico, evitando diagnosi e trattamenti fai da te.

Approfondimenti sulla salute delle articolazioni

Il dolore e la difficoltà nei movimenti non dipendono sempre dall’artrosi. Tra le altre condizioni che possono interessare le articolazioni c’è la borsite, un’infiammazione delle borse sinoviali che può provocare gonfiore, arrossamento e limitazione della mobilità.
Approfondisci sintomi, cause e cura della borsite.

Tra i trattamenti complementari che possono essere valutati dal medico rientra invece la fangoterapia. I fanghi termali per l’artrosi possono contribuire ad alleviare dolore e rigidità in alcuni pazienti, ma presentano precise controindicazioni e non sostituiscono le terapie prescritte.
Scopri benefici e controindicazioni dei fanghi termali per l’artrosi.