Fanghi termali per l’artrosi: benefici e controindicazioni

A cura di Cesare Betti

I fanghi termali per l’artrosi vengono utilizzati come trattamento complementare per alleviare alcuni disturbi che interessano muscoli e articolazioni.

La fangoterapia ha origini antiche e viene impiegata nell’ambito di percorsi termali prescritti e controllati dal medico. Non sostituisce le terapie indicate per la patologia, ma può affiancarle con l’obiettivo di migliorare il dolore e la mobilità articolare.

Prima di intraprendere un ciclo è indispensabile valutare le condizioni generali della persona, poiché il calore e le caratteristiche del trattamento non sono adatti a tutti.

Perché l’artrosi provoca dolore e rigidità

L’artrosi è una malattia degenerativa che interessa la cartilagine, il tessuto che riveste le superfici articolari delle ossa.

Con il tempo la cartilagine si assottiglia, si frammenta e diventa irregolare. Le estremità ossee non riescono più a scorrere con la stessa fluidità e aumenta l’attrito all’interno dell’articolazione.

Possono quindi comparire:

  • dolore;
  • rigidità;
  • limitazione dei movimenti;
  • alterazioni dell’osso e delle strutture articolari;
  • maggiore difficoltà nello svolgimento delle attività quotidiane.

Il liquido sinoviale può ridursi e il tessuto osseo sottostante può andare incontro a modificazioni strutturali e funzionali.

Quali benefici possono offrire i fanghi termali

Il Professor Marco Vitale, direttore dello S.Bi.Bi.T. dell’Università degli Studi di Parma, spiega che i fanghi non devono essere considerati sostitutivi degli altri trattamenti.

Inseriti in un percorso terapeutico adeguato, possono però contribuire a migliorare la situazione generale e i sintomi caratteristici della malattia.

Tra i possibili benefici dei fanghi termali vengono indicati:

  • riduzione della sensazione dolorosa;
  • miglioramento della mobilità;
  • minore intensità degli episodi acuti;
  • maggiore facilità nell’utilizzare l’articolazione;
  • possibile riduzione del ricorso ai farmaci antinfiammatori, quando valutata dal medico.

La risposta al trattamento può variare e deve essere monitorata dagli specialisti del centro termale e dal medico curante.

Come agiscono i fanghi sulle articolazioni

Secondo gli specialisti, l’applicazione del fango caldo determina un aumento della circolazione sanguigna nella zona trattata.

Il trattamento può inoltre influire sulla concentrazione di alcuni mediatori coinvolti nei processi infiammatori e favorire la liberazione di endorfine, sostanze naturalmente prodotte dall’organismo e coinvolte nella modulazione del dolore.

La diminuzione del fastidio può rendere più naturale il movimento dell’articolazione e aiutare la persona a svolgere con maggiore facilità alcune attività quotidiane.

Come si svolge un trattamento con i fanghi termali

Il protocollo descritto dal Professor Franco Cozzi, docente di Reumatologia e Medicina termale all’Università degli Studi di Padova, si articola in diverse fasi.

Applicazione del fango

La persona si stende su un lettino e viene ricoperta con uno strato di fango caldo alto circa dieci centimetri.

Il fango viene applicato a una temperatura indicativa compresa tra 40 e 42 °C e rimane sulla superficie corporea per circa 15-20 minuti. Il viso, la parte anteriore del collo e del torace e un braccio rimangono scoperti.

Doccia e bagno termale

Terminata l’applicazione, il fango viene rimosso con una doccia tiepida.

La persona si immerge poi per circa dieci minuti in una vasca di acqua termale, a una temperatura indicativa di 37-38 °C.

Riposo e sudorazione

Dopo il bagno segue una fase di riposo. La persona viene coperta e rimane distesa per circa 30-40 minuti, durante i quali si verifica un’abbondante sudorazione.

Massaggio o idromassaggio

La seduta può terminare con un massaggio o con l’immersione in una vasca idromassaggio, i cui getti d’acqua esercitano una stimolazione sulla superficie corporea.

Durata, temperatura e frequenza devono comunque essere stabilite dal medico e dal centro termale in base alle condizioni della persona.

Quando sono indicati i fanghi termali

I fanghi possono essere valutati nelle forme articolari per le quali il medico ritenga utile l’impiego del calore e del trattamento termale.

La prescrizione è fondamentale perché l’artrosi può presentarsi in forme e fasi differenti. Anche l’età, le condizioni cardiovascolari e la presenza di altre patologie devono essere considerate prima di iniziare il ciclo.

La fangoterapia non deve quindi essere scelta autonomamente o considerata una soluzione valida per ogni tipo di dolore articolare.

Controindicazioni dei fanghi termali

Il trattamento non è indicato in tutte le situazioni.

Tra le principali controindicazioni dei fanghi termali sono indicate:

  • febbre;
  • gravidanza;
  • emorragie;
  • malattie renali acute;
  • neoplasie;
  • tubercolosi;
  • grave osteoporosi;
  • ulcere agli arti inferiori;
  • ipertensione o ipotensione marcate;
  • scompenso cardiaco;
  • angina pectoris instabile;
  • infarto miocardico recente;
  • arteriosclerosi cerebrale.

Un’attenta valutazione è necessaria anche in presenza di:

  • anemia o forte deperimento;
  • obesità;
  • età avanzata;
  • flebiti o varici agli arti inferiori;
  • cirrosi epatica;
  • alcune patologie dell’apparato digerente;
  • diabete o ipertiroidismo non compensati;
  • epilessia non controllata dalla terapia;
  • malattie infettive in fase acuta.

L’elenco non sostituisce il giudizio del medico. Prima di iniziare la fangoterapia è necessario comunicare al personale sanitario tutte le patologie presenti e i farmaci assunti.

Da cosa è composto il fango termale

Il fango termale è costituito principalmente da:

  • argilla;
  • acqua termale;
  • sostanze organiche;
  • proteine vegetali;
  • lipidi;
  • microrganismi sviluppati durante la maturazione.

L’acqua termale rappresenta una componente fondamentale. Le sue caratteristiche dipendono dalla temperatura e dal contenuto di sali minerali. Possono essere presenti anche oligoelementi come ferro, rame, zinco, bromo e iodio, acquisiti durante il passaggio dell’acqua attraverso gli strati rocciosi del sottosuolo.

In alcuni trattamenti vengono utilizzati anche elementi di origine marina, come acqua di mare, alghe e sabbia.

Come viene preparato il fango termale

La preparazione richiede un lungo contatto tra argilla, sostanze organiche e acqua termale.

Il composto viene conservato in apposite vasche di maturazione, una fase che dura almeno sei mesi.

Durante il periodo di maturazione si sviluppano alghe e batteri termofili. Le reazioni chimiche, fisiche e biologiche che avvengono all’interno delle vasche modificano progressivamente le caratteristiche del composto.

Il fango viene considerato “maturo” quando l’argilla, impregnata di acqua termale, ha acquisito i sali minerali e i principi attivi della componente organica ed è pronta per essere utilizzata sotto forma di impacco caldo.

Le sue caratteristiche dipendono quindi:

  • dalla composizione dell’acqua;
  • dal tipo di argilla;
  • dalle sostanze organiche presenti;
  • dalla durata e dalla qualità della maturazione.

Il ruolo della ricerca nella medicina termale

La Fondazione per la Ricerca Scientifica Termale, conosciuta come FoRST, è nata nel 2003 con l’obiettivo di promuovere e finanziare studi dedicati agli effetti della medicina termale.

Il presidente Filippo Fernè sottolinea il ruolo della Fondazione nella promozione di una ricerca indipendente e nella valutazione dell’impatto del termalismo sulla cura e sulla prevenzione di patologie diffuse.

La ricerca scientifica è particolarmente importante per comprendere quali persone possano beneficiare dei trattamenti, individuare i protocolli più appropriati e chiarirne limiti e controindicazioni.

Un trattamento da valutare con il medico

I fanghi termali per l’artrosi possono essere inseriti in un percorso più ampio dedicato alla gestione del dolore e della rigidità articolare.

Non rappresentano una cura sostitutiva e non sono indicati indistintamente per tutte le persone. La presenza di numerose controindicazioni rende indispensabile una valutazione medica preventiva.

Quando prescritta e svolta in un centro qualificato, la fangoterapia può affiancare gli altri interventi con l’obiettivo di favorire il benessere articolare e migliorare la qualità della vita.