Sindrome di Raynaud o fenomeno di Raynaud: sintomi, cause e trattamenti

A cura di Cesare Betti, con il contributo del professor Roberto Perricone e della dottoressa Magda Scarpellini.

La sindrome di Raynaud, conosciuta anche come fenomeno di Raynaud, è un disturbo della circolazione caratterizzato da un restringimento improvviso dei piccoli vasi sanguigni. Gli episodi interessano soprattutto le dita delle mani e, meno frequentemente, quelle dei piedi.

Durante un attacco, una o più dita possono diventare bianche o bluastre, risultare fredde e perdere temporaneamente sensibilità. Quando la circolazione riprende, la pelle può arrossarsi e comparire una sensazione di formicolio, pulsazione o dolore.

Il freddo e lo stress emotivo sono i principali fattori scatenanti. Nella maggior parte dei casi il disturbo è primario, cioè non dipende da altre patologie. In altri casi può essere associato a malattie autoimmuni, problemi vascolari, farmaci o esposizione prolungata a vibrazioni.

Sindrome o fenomeno di Raynaud: qual è la differenza?

Le espressioni sindrome di Raynaud e fenomeno di Raynaud vengono spesso utilizzate come sinonimi per descrivere gli episodi di vasospasmo che interessano le estremità.

In una classificazione più specifica si può distinguere tra:

  • Raynaud primario, chiamato anche sindrome o malattia di Raynaud, quando non è associato a un’altra patologia;
  • Raynaud secondario, più propriamente definito fenomeno di Raynaud, quando rappresenta una manifestazione di un’altra condizione.

L’uso dei termini, tuttavia, non è completamente uniforme. Per evitare ambiguità, in questo articolo utilizzeremo “fenomeno di Raynaud” per indicare il disturbo in generale, specificando di volta in volta se si tratta della forma primaria o secondaria.

Come cambia la circolazione durante un attacco

Il fenomeno di Raynaud è provocato da una risposta eccessiva dei piccoli vasi sanguigni al freddo o allo stress.

“Il fenomeno di Raynaud è un disturbo che interessa la circolazione del sangue delle dita delle mani e, più raramente, dei piedi. Anche se può mettere in allarme chi ne è colpito, facendo temere chissà quali seri problemi di salute, nella maggior parte dei casi essa è la conseguenza di un sistema nervoso simpatico iperattivo”, spiega il professor Roberto Perricone, già direttore dell’Unità operativa di Reumatologia del Policlinico universitario Tor Vergata di Roma.

Il sistema nervoso simpatico controlla diverse funzioni involontarie dell’organismo, tra cui il diametro dei vasi sanguigni.

Quando la persona è esposta a temperature basse, le piccole arterie delle estremità si restringono. Nel Raynaud questa reazione è più intensa del normale e riduce temporaneamente il flusso di sangue verso la pelle.

Le dita diventano così fredde, pallide e intorpidite. Quando i vasi si dilatano nuovamente, il sangue torna a circolare e la zona può arrossarsi, gonfiarsi o fare male.

Quali sono i sintomi del fenomeno di Raynaud

I sintomi più caratteristici sono:

  • cambiamento del colore delle dita;
  • sensazione di freddo;
  • intorpidimento;
  • perdita temporanea della sensibilità;
  • formicolio;
  • dolore o pulsazione durante il riscaldamento;
  • possibile gonfiore.

Gli attacchi interessano prevalentemente le mani e i piedi, ma in alcuni casi possono coinvolgere anche naso, orecchie, labbra e altre zone periferiche.

Frequenza, durata e intensità sono molto variabili. Gli episodi possono durare pochi minuti oppure protrarsi più a lungo, soprattutto quando l’esposizione al freddo continua.

Dita bianche: la riduzione del flusso sanguigno

Nella prima fase, il restringimento dei vasi riduce l’afflusso di sangue. Le dita diventano pallide o bianche, fredde e meno sensibili.

Possono comparire formicolio e dolore pungente.

Dita bluastre: la minore ossigenazione

Se la riduzione della circolazione continua, la pelle può assumere una tonalità blu o violacea a causa della minore quantità di ossigeno presente nei tessuti.

Dita rosse: il ritorno della circolazione

Quando i vasi tornano a dilatarsi, il flusso sanguigno riprende. La zona può diventare rossa, calda, gonfia o pulsante.

Il passaggio bianco-blu-rosso è caratteristico, ma non tutte le persone attraversano necessariamente tutte e tre le fasi durante ogni episodio.

Raynaud primario e secondario

Distinguere la forma primaria da quella secondaria è uno degli aspetti più importanti della diagnosi.

Raynaud primario

Il Raynaud primario non è associato a un’altra malattia. È la forma più frequente e tende a comparire nelle persone giovani, soprattutto di sesso femminile.

Può presentare alcune caratteristiche:

  • esordio generalmente prima dei 30 anni;
  • interessamento abbastanza simmetrico delle mani;
  • episodi provocati soprattutto dal freddo o dallo stress;
  • assenza di lesioni persistenti alle dita;
  • capillari generalmente privi di alterazioni caratteristiche;
  • andamento intermittente.

In molti casi i disturbi rimangono lievi e possono attenuarsi con il passare degli anni.

Raynaud secondario

Il fenomeno di Raynaud secondario è associato a un’altra condizione e può essere più severo.

Può comparire in età più avanzata, interessare soltanto alcune dita o manifestarsi in modo asimmetrico. Gli episodi possono essere più dolorosi e, nei casi più importanti, provocare ulcere o danni ai tessuti.

Tra le condizioni associate rientrano alcune malattie reumatiche autoimmuni, come:

  • sclerodermia o sclerosi sistemica;
  • lupus eritematoso sistemico;
  • sindrome di Sjögren;
  • artrite reumatoide;
  • connettivite mista;
  • connettivite indifferenziata;
  • alcune vasculiti.

Il fenomeno di Raynaud può precedere anche di anni la comparsa di altri segni della sclerosi sistemica. La sua presenza non significa però automaticamente che la persona svilupperà una malattia autoimmune.

Cause e fattori che possono favorire gli attacchi

Le cause della forma primaria non sono completamente conosciute. Il disturbo sembra dipendere da un’eccessiva sensibilità dei vasi e del sistema nervoso agli stimoli esterni.

I principali fattori che possono scatenare o peggiorare un attacco sono:

  • esposizione al freddo;
  • contatto con acqua o oggetti molto freddi;
  • passaggio improvviso da un ambiente caldo a uno freddo;
  • aria condizionata intensa;
  • stress, ansia o forti emozioni;
  • fumo;
  • utilizzo prolungato di strumenti vibranti;
  • movimenti ripetitivi delle mani;
  • alcuni farmaci.

Nella forma secondaria, oltre alle malattie autoimmuni, possono avere un ruolo problemi della tiroide, patologie dei vasi sanguigni, traumi delle mani e alcuni trattamenti farmacologici.

Non bisogna sospendere autonomamente un medicinale sospettato di peggiorare i sintomi. È necessario parlarne con il medico, che potrà valutare eventuali alternative.

Chi è maggiormente a rischio

La forma primaria è più frequente:

  • nelle donne;
  • nelle persone giovani;
  • in chi vive o lavora in ambienti freddi;
  • in chi ha familiari con lo stesso disturbo.

Il rischio di sviluppare episodi può aumentare anche nelle persone che utilizzano frequentemente strumenti vibranti o svolgono attività caratterizzate da movimenti ripetuti delle mani.

Stress e tensione emotiva non rappresentano necessariamente la causa del disturbo, ma possono favorire o intensificare gli attacchi.

Quando rivolgersi al medico

Mani fredde e cambiamenti occasionali di colore non indicano sempre una patologia. È però opportuno consultare il medico quando:

  • i sintomi compaiono per la prima volta dopo i 30-40 anni;
  • gli episodi diventano più frequenti o dolorosi;
  • viene interessata soltanto una mano o un numero limitato di dita;
  • il colore non torna normale dopo il riscaldamento;
  • compaiono ferite, ulcere o zone scure sulle dita;
  • sono presenti gonfiore persistente o ispessimento della pelle;
  • si manifestano dolori articolari, debolezza, eruzioni cutanee o altri sintomi;
  • il disturbo interferisce con le attività quotidiane.

La presenza di questi segnali non conferma automaticamente una forma secondaria, ma rende consigliabile una valutazione specialistica.

In caso di ulcerazioni, dolore intenso, colorazione persistente o segni di infezione è necessario rivolgersi rapidamente al medico.

Come viene diagnosticato

Non esiste un unico test capace di diagnosticare il fenomeno di Raynaud in ogni situazione.

Il medico ricostruisce le caratteristiche degli attacchi, valuta i sintomi, l’età di esordio, la distribuzione delle alterazioni e l’eventuale presenza di altri disturbi.

La diagnosi può comprendere:

  • visita medica;
  • valutazione della circolazione e della pelle;
  • capillaroscopia;
  • esami del sangue;
  • ulteriori accertamenti scelti in base ai sintomi.

Capillaroscopia

La capillaroscopia periungueale è un esame non invasivo che permette di osservare i piccoli vasi presenti alla base delle unghie.

Con uno strumento dotato di ingrandimento, lo specialista valuta forma, numero e distribuzione dei capillari.

Nella forma primaria l’esame tende generalmente a non mostrare alterazioni specifiche. Nelle forme secondarie associate ad alcune connettiviti possono comparire dilatazioni, microemorragie o aree nelle quali i capillari sono ridotti.

Prima dell’esame è importante seguire le indicazioni del centro, che possono comprendere l’assenza di smalto, unghie artificiali e manicure nei giorni precedenti.

Esami del sangue

Gli esami possono essere utilizzati per ricercare eventuali segni di malattie autoimmuni o di altre condizioni associate.

La scelta degli autoanticorpi e degli ulteriori accertamenti deve essere effettuata dal reumatologo sulla base della visita. Non è necessario eseguire indiscriminatamente tutti i test disponibili.

Esami cardiologici, respiratori o radiologici vengono richiesti soltanto quando i sintomi o i risultati della visita fanno sospettare un coinvolgimento più ampio.

Come si cura la sindrome di Raynaud

Il trattamento dipende dalla gravità dei sintomi e dalla presenza di una patologia sottostante.

Nella forma primaria lieve possono essere sufficienti accorgimenti quotidiani per proteggersi dal freddo e ridurre gli stimoli che provocano gli attacchi.

Quando gli episodi sono frequenti, dolorosi o limitano le normali attività, il medico può valutare farmaci che favoriscono la dilatazione dei vasi sanguigni.

La scelta della terapia deve tenere conto anche della pressione arteriosa e delle condizioni generali della persona, perché alcuni medicinali possono provocare mal di testa, capogiri, gonfiore o abbassamento della pressione.

Nelle forme secondarie è necessario trattare anche la malattia che provoca il disturbo. Se sono presenti ulcere digitali o un importante coinvolgimento vascolare, la gestione deve essere affidata a un centro specialistico.

I farmaci non devono essere iniziati, modificati o sospesi autonomamente.

Cosa fare durante un attacco

Durante un episodio è importante allontanarsi dal freddo e riscaldare gradualmente la zona interessata.

Può essere utile:

  • entrare in un ambiente caldo;
  • muovere delicatamente le dita;
  • mettere le mani sotto le ascelle;
  • massaggiare con delicatezza le estremità;
  • utilizzare acqua tiepida, non bollente;
  • cercare di rilassarsi se l’attacco è stato favorito dallo stress.

È meglio evitare fonti di calore eccessivo o diretto. Quando la sensibilità è ridotta, infatti, aumenta il rischio di ustionarsi senza rendersene conto.

Se il colore non torna normale, il dolore è molto intenso o sono presenti lesioni, è necessario chiedere assistenza medica.

Come prevenire gli episodi

La prevenzione si basa soprattutto sulla protezione dal freddo e sulla riduzione dei fattori scatenanti.

Proteggere tutto il corpo

Non basta coprire soltanto le mani. Quando l’organismo percepisce freddo, riduce il flusso sanguigno verso le estremità.

È quindi utile utilizzare:

  • abbigliamento a strati;
  • guanti adeguati;
  • calze calde;
  • cappello e sciarpa;
  • calzature che non comprimano i piedi.

Scaldamani e accessori termici possono essere utili, purché non raggiungano temperature eccessive.

Evitare gli sbalzi termici

Gli attacchi possono comparire anche in estate, per esempio entrando in locali con aria condizionata o maneggiando prodotti congelati.

È consigliabile:

  • utilizzare guanti per prendere oggetti dal freezer;
  • evitare bruschi passaggi tra temperature molto diverse;
  • riscaldare l’auto prima di partire nei mesi freddi;
  • mantenere asciutti mani e piedi.

Non fumare

La nicotina favorisce il restringimento dei vasi sanguigni e può peggiorare frequenza e intensità degli episodi.

Eliminare il fumo è quindi uno degli interventi più importanti per proteggere la circolazione periferica.

Prendersi cura della pelle

La pelle delle mani deve essere mantenuta integra e idratata, soprattutto quando il freddo provoca secchezza e screpolature.

È utile evitare tagli, sfregamenti, calzature strette e piccoli traumi. Eventuali ferite che non guariscono devono essere mostrate al medico.

Gestire lo stress

Tecniche di respirazione, rilassamento e gestione dell’ansia possono aiutare quando gli episodi sono favoriti da situazioni emotivamente impegnative.

Non eliminano la causa del disturbo, ma possono ridurre uno dei principali fattori scatenanti.

Possibili complicazioni

Nella forma primaria le complicazioni gravi sono poco comuni.

Il fenomeno di Raynaud secondario può invece provocare una riduzione più importante e prolungata della circolazione. Nei casi più seri possono comparire:

  • ulcere digitali;
  • infezioni;
  • danni ai tessuti;
  • necrosi.

La comparsa di una lesione, di una crosta scura o di un dolore persistente richiede una valutazione medica tempestiva.

Domande frequenti

Sindrome di Raynaud e fenomeno di Raynaud sono la stessa cosa?

Le due espressioni vengono spesso utilizzate come sinonimi. In alcune classificazioni, “sindrome” o “malattia di Raynaud” indicano soprattutto la forma primaria, mentre “fenomeno di Raynaud” può riferirsi al disturbo in generale o alla forma secondaria.

Il fenomeno di Raynaud è pericoloso?

Nella forma primaria è generalmente lieve e non provoca danni permanenti. La forma secondaria può essere più seria, soprattutto quando compaiono ulcere, dolore persistente o alterazioni dei tessuti.

Il Raynaud è sempre collegato alla sclerodermia?

No. La maggior parte delle persone con la forma primaria non presenta una malattia autoimmune. Il fenomeno può però essere uno dei primi segnali della sclerosi sistemica e di altre connettiviti, soprattutto quando sono presenti ulteriori sintomi o alterazioni alla capillaroscopia.

Quale medico cura la sindrome di Raynaud?

La prima valutazione può essere effettuata dal medico di medicina generale. Quando si sospetta una forma secondaria o sono presenti sintomi importanti, lo specialista di riferimento è generalmente il reumatologo.

La sindrome di Raynaud può scomparire?

La forma primaria può attenuarsi nel tempo e, in alcune persone, diventare meno frequente con l’età. Nella forma secondaria, l’andamento dipende anche dalla condizione che la provoca.

Avere sempre le mani fredde significa soffrire di Raynaud?

No. Il disturbo è caratterizzato soprattutto da episodi riconoscibili, generalmente provocati dal freddo o dallo stress, con cambiamenti netti del colore e della sensibilità delle dita.

Riconoscere il disturbo e individuarne la forma

La sindrome di Raynaud è spesso una condizione benigna, controllabile attraverso la protezione dal freddo e alcune modifiche delle abitudini quotidiane.

Il fenomeno di Raynaud non deve però essere trascurato quando compare improvvisamente in età adulta, interessa le dita in modo asimmetrico o si accompagna a dolore intenso, ulcere, ispessimento della pelle e altri sintomi.

La visita, la capillaroscopia e gli esami scelti dallo specialista permettono di distinguere la forma primaria da quella secondaria e di impostare un percorso adeguato.

Le informazioni contenute in questa pagina hanno finalità divulgative e non sostituiscono la diagnosi o le indicazioni terapeutiche del medico.