MORFOLOGIE 51 – Fibromialgia, nasce un nuovo modello di cura integrata: al via il gruppo di lavoro crei-simfer

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SOCIETÀ SCIENTIFICHE

fibromialgia, nasce un nuovo modello di cura integrata: al via il gruppo di lavoro crei-simfer

Daniela Marotto, past president CReI e Giovanni Iolascon, presidente Simfer

Reumatologi e fisiatri uniscono competenze ed esperienze in un network inter-societario dedicato alla fibromialgia. Un passo strategico per migliorare diagnosi, presa in carico e continuità delle cure, alla luce dell’inserimento della patologia nei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza.

La fibromialgia, sindrome dolorosa cronica, complessa e ancora spesso sottovalutata, entra in una nuova fase della sua gestione clinica in Italia. Il Collegio Reumatologi Italiani (CReI) e la Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (Simfer) hanno annunciato la nascita di un Gruppo di lavoro inter-societario dedicato, con l’obiettivo di costruire un approccio condiviso, integrato e continuativo alla presa in carico delle persone che convivono con questa condizione. L’iniziativa rappresenta il primo network collaborativo strutturato nel nostro Paese tra reumatologi e fisiatri sulla fibromialgia e nasce dalla consapevolezza che una patologia così complessa non possa essere affrontata con modelli frammentati. Le basi del progetto sono state poste durante l’ultimo Congresso Simfer, nel corso del simposio congiunto “Fibromialgia: dalla patogenesi alla riabilitazione”, che ha visto il confronto diretto tra esperti delle due società scientifiche. “Avviare una collaborazione sulla fibromialgia tra le due società maggiormente coinvolte nella gestione di questi pazienti ci è sembrato un passaggio naturale e strategico” – spiega Daniela Marotto, past president CReI. – “La recente inclusione della fibromialgia nei nuovi Lea richiede al Servizio sanitario nazionale (Ssn) un cambio di passo concreto. Rafforzare il dialogo tra reumatologia e medicina riabilitativa significa migliorare le capacità diagnostiche, ma anche valorizzare le opportunità terapeutiche e riabilitative oggi disponibili”. La fibromialgia colpisce prevalentemente le donne ed è caratterizzata da dolore muscolo-scheletrico diffuso e persistente, non associato a danni tessutali evidenti. A questo, possono associarsi sintomi come affaticamento intenso, disturbi del sonno, rigidità, cefalea e difficoltà cognitive. Alla base del disturbo vi è una disregolazione dei meccanismi di elaborazione del dolore a livello del sistema nervoso centrale, che rende il paziente più sensibile agli stimoli. La diagnosi è clinica e il trattamento richiede un approccio multimodale, che integri farmaci, riabilitazione, educazione terapeutica e supporto psicologico. Proprio per questa complessità, il ruolo del fisiatra diventa centrale. “La fibromialgia richiede un approccio globale, continuo e centrato sulla persona” – sottolinea Giovanni Iolascon, presidente Simfer. – “Il fisiatra contribuisce in modo determinante all’inquadramento dei bisogni funzionali, alla gestione del dolore cronico, alla promozione dell’esercizio terapeutico adattato e all’educazione del paziente. La collaborazione strutturata con la reumatologia consente di superare modelli di intervento frammentati e di costruire percorsi condivisi, appropriati e sostenibili”. Il Gruppo di lavoro CReI-Simfer si riunirà con cadenza mensile e avrà obiettivi operativi chiari: aggiornamento continuo sulle evidenze scientifiche e sulle terapie più avanzate, monitoraggio dell’applicazione dei Lea nei diversi contesti regionali, identificazione delle migliori pratiche cliniche condivise e supporto scientifico alle istituzioni nazionali e regionali. È inoltre prevista l’organizzazione di sessioni congiunte dedicate alla fibromialgia nei congressi nazionali delle due società, creando spazi di confronto stabile tra professionisti. Al centro di questa iniziativa c’è un cambio di paradigma: dalla gestione episodica, alla presa in carico integrata, dalla frammentazione alla continuità, dal sintomo alla persona. Un passo importante per restituire centralità ai bisogni delle persone con fibromialgia e per tradurre l’innovazione scientifica in percorsi di cura realmente efficaci e accessibili.