MORFOLOGIE 51 – Svolta storica per i pazienti reumatologici: la Legge di Bilancio 2026 mette nero su bianco il diritto alla cura

L'ANGOLO DELL'AVVOCATO

Svolta storica per i pazienti reumatologici: la Legge di Bilancio 2026 mette nero su bianco il diritto alla cura

Con un emendamento approvato all’unanimità, lo Stato finanzia per la prima volta un programma nazionale dedicato a prevenzione e cure reumatologiche. Una scelta che trasforma il diritto alla salute da principio astratto a impegno concreto e vincolante.

di Cristina Saja

Con l’approvazione in sede redigente della Legge di Bilancio 2026, la tutela delle persone che convivono con patologie reumatologiche assume una rilevanza senza precedenti nel panorama normativo italiano. L’emendamento a prima firma della senatrice Maria Cristina Cantù, sottoscritto da tutti i gruppi parlamentari, prevede infatti il finanziamento di un programma nazionale per la prevenzione e cura di alcune patologie reumatiche. Dal punto di vista giuridico, si tratta di un intervento di notevole importanza, poiché sancisce non solo un impegno finanziario dello Stato ma anche un riconoscimento formale del diritto alla salute dei pazienti con malattie reumatologiche croniche e rare, in linea con quanto previsto dall’art. 32 della Costituzione. L’articolazione dell’emendamento, contenuta nell’art. 64, comma 1 lett. d-ter, prevede che il Ministero della Salute emanerà un decreto di riparto delle risorse destinandole alle diverse aree terapeutiche, tra cui la reumatologia. Ciò significa che i pazienti e le associazioni hanno ora un riferimento normativo chiaro per chiedere la concreta attuazione delle misure di prevenzione e cura previste dal programma nazionale. In termini pratici, ciò apre la strada a una maggiore certezza giuridica: le risorse stanziate, formalizzate per legge, non sono più soggette a decisioni discrezionali improprie, riducendo il rischio che interventi sanitari essenziali vengano rinviati o trascurati. Dal punto di vista dell’advocacy giuridica, l’approvazione unanime dell’emendamento costituisce anche un precedente significativo per la tutela dei diritti dei pazienti. Le associazioni possono ora fondare le proprie istanze su un quadro legislativo chiaro, rafforzando eventuali azioni di sollecito e controllo nei confronti delle amministrazioni pubbliche, nel rispetto della normativa vigente in materia di diritto alla salute e partecipazione dei cittadini alla gestione dei servizi sanitari. Non meno importante è la dimensione preventiva: il riconoscimento legislativo della prevenzione come obiettivo strutturale del programma nazionale fornisce ai pazienti strumenti per rivendicare diagnosi precoci, piani terapeutici personalizzati e percorsi di presa in carico continuativa, riducendo il rischio di complicanze e disabilità a lungo termine. Dal punto di vista giuridico, si tratta di un passaggio strategico: la legge di bilancio crea una base economica vincolante, che può rafforzare la legittimità delle future disposizioni organizzative previste dal DDL 946. In altre parole, la combinazione di stanziamento finanziario e riforma dei servizi sanitari costituisce un meccanismo di tutela integrata, dove il diritto alla salute dei pazienti non resta un principio astratto, ma si traduce in azioni concrete e misurabili. Infine, l’approvazione dell’emendamento ha un valore simbolico e sostanziale dal punto di vista dei diritti dei pazienti: rappresenta un riconoscimento legislativo della gravità delle patologie reumatologiche e del loro impatto sulla vita quotidiana, offrendo un argomento solido per eventuali richieste di accesso a trattamenti innovativi, supporto socio-sanitario e percorsi personalizzati di assistenza. Gli avvocati e i consulenti legali possono, quindi, utilizzare questo provvedimento come strumento di tutela e pressione nei confronti delle strutture sanitarie, contribuendo a garantire che le misure previste dalla legge siano effettivamente attuate e rispettino i principi costituzionali di equità, uguaglianza e diritto alla salute. In conclusione, la Legge di Bilancio 2026 rappresenta un traguardo significativo non solo dal punto di vista sanitario, ma anche giuridico: sancisce un obbligo concreto per lo Stato, riconosce formalmente i diritti dei pazienti e crea strumenti di tutela e responsabilizzazione delle istituzioni. Per gli operatori del diritto, si tratta di un nuovo riferimento normativo utile a difendere i pazienti reumatologici e a promuovere un accesso più equo, strutturato e tempestivo alle cure, in linea con i principi costituzionali e con le migliori pratiche di prevenzione e gestione clinica. l