MORFOLOGIE 51 – Patient affairs e scienze della vita: una questione che riguarda tutti

RELAZIONE CON I PAZIENTI

Patient affairs e scienze della vita: una questione che riguarda tutti

La ricerca clinica sta evolvendo verso un modello più partecipativo, in cui l’esperienza diretta dei pazienti affianca i dati scientifici. Il coinvolgimento attivo
delle persone e delle associazioni migliora la qualità delle decisioni, rafforza la fiducia e rende le cure più efficaci e personalizzate. Un approccio human oriented che avvicina scienza e vita reale, rendendo l’innovazione sanitaria più inclusiva e sostenibile.

di Laura Patruco*

Nel mondo della ricerca clinica, si parla spesso di “evidenze”. È da qui che si parte per garantire sicurezza, efficacia e fiducia nei trattamenti. Oggi, oltre ai dati, è sempre più evidente un’altra necessità: coinvolgere i pazienti in modo attivo e strutturato.
Non si tratta solo di ascoltare. Si tratta di costruire insieme: percorsi, protocolli, soluzioni. È proprio su questa base che nasce il concetto di Patient Affairs, un progetto che ha come obiettivo quello di fare del paziente un protagonista della ricerca e dell’innovazione in sanità, all’interno dei servizi per il mondo salute.

Da EMA al valore dell’esperienza vissuta

Un importante punto di svolta è arrivato dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA), che ha dato evidenza all’essenzialità del coinvolgimento dei pazienti nei processi regolatori. EMA riconosce il valore dell’esperienza reale – la cosiddetta real life experience – e la integra nel percorso di sviluppo dei farmaci, accanto ai dati clinici tradizionali.
Questa apertura ha creato una vera e propria tabella di marcia per la collaborazione tra autorità regolatorie, industria e associazioni di pazienti. Il risultato? Maggior trasparenza, maggiore comprensione dei bisogni reali e una partecipazione che migliora la qualità delle decisioni.

Il Patient Affairs come leva di cambiamento

Il Patient Affairs non è un progetto isolato: è una visione culturale che si traduce in azioni concrete. Ha lo scopo di rendere visibile e valorizzata la voce del paziente, in tutte le fasi di ricerca e sviluppo.
Parliamo di:
• Inserire la prospettiva del paziente nei protocolli di studio.
• Rendere la comunicazione chiara, accessibile e comprensibile.
• Riconoscere il ruolo attivo delle associazioni pazienti nel percorso di cura.
Già nel 2013 il British Medical Journal riportava:
“Patients can improve healthcare: it’s time to take partnership seriously” ovvero, “I pazienti possono migliorare l’assistenza sanitaria: è tempo di prendere sul serio la partnership”.

La partnership terapeutica

Il coinvolgimento dei pazienti non è più un’eccezione, ma una condizione necessaria. Ogni paziente ha una propria storia, un proprio vissuto della malattia, proprie emozioni, credenze e relazioni, che possono arricchire le scelte terapeutiche rendendole più efficaci e personalizzate e migliorare l’aderenza alle cure.
Costruire questa partnership significa abbracciare un nuovo modo di intendere la cura: più umano, più personalizzato, più vicino alla realtà quotidiana. Ed è proprio attraverso le associazioni di pazienti che questa trasformazione trova una voce forte e collettiva.

Una rete di collaborazione condivisa

Il Patient Affairs, come lo ha immaginato PRINEOS, è uno spazio di connessione tra tutti gli attori della salute: pazienti, ricercatori, aziende, clinici, istituzioni.
L’obiettivo è creare un contesto operativo allargato dove le informazioni siano accessibili, i processi comprensibili e la partecipazione possibile.
Questa rete condivisa punta a:
•Ridurre le distanze tra industria e comunità dei pazienti.
• Generare fiducia nei confronti della ricerca clinica.
• Promuovere un modello di sanità costruito attorno al valore dell’esperienza vissuta.
Credere nella ricerca, infatti, è anche un investimento nel benessere collettivo: culturale, sociale ed economico. E oggi più che mai, è necessario affiancare ai dati clinici le competenze esperienziali.

L’approccio “human oriented”

Parlare di Patient Affairs nel mondo della ricerca clinica e dell’accesso alle cure significa anche ripensare il modo in cui si comunica, si ascolta, si decide. Significa adottare un approccio human centered, dove la persona viene prima del dato e la relazione diventa il motore del cambiamento.
Attraverso metodologie come il design thinking – che parte dai bisogni reali per progettare soluzioni efficaci – si può costruire un nuovo modello di engagement: inclusivo, modulabile e realmente partecipato, sempre più indispensabile per supportare le attività di ricerca e sviluppo.
In questo modello, la patient advocacy non è più un’attività accessoria, ma il cuore pulsante di un sistema che vuole evolversi. Un sistema in cui il paziente è anche ambasciatore della propria esperienza, co-protagonista nella costruzione della conoscenza, grazie ad un approccio operativo che garantisce questo coinvolgimento.


La sfida del coinvolgimento autentico

L’health engagement è come un ponte tra scienza e società, ma un ponte funziona solo se viene sorretto da entrambe le sponde. Per questo è fondamentale che le associazioni pazienti siano parte attiva, non solo destinatarie, delle politiche sanitarie.
La sfida non è solo informare, ma costruire insieme. Non solo trasmettere conoscenza, ma condividerla.

Il Patient Affairs: dal concetto all’azione

Tradurre il Patient Affairs dalla teoria alla pratica significa costruire modelli operativi concreti che permettano ai pazienti di partecipare in modo strutturato e continuativo. Questo si realizza attraverso: pianificazione dei protocolli clinici insieme ai pazienti; creazione di materiali informativi fruibili, sviluppati insieme ai pazienti per garantire chiarezza e accessibilità; realizzazione di advisory board con le associazioni per raccogliere opinioni, esigenze e suggerimenti in modo continuativo; sviluppo di percorsi di formazione reciproca, dove pazienti e professionisti sanitari si confrontano su linguaggi, obiettivi e aspettative; promozione di spazi di ascolto e confronto, sia digitali che in presenza, aperti alla partecipazione attiva.
Queste attività non sono accessorie, ma centrali per rendere il binomio ricerca clinica e innovazione sanitaria più rilevante, efficace e sostenibile. È attraverso questa operatività quotidiana che il Patient Affairs prende forma e diventa uno strumento strategico di co-design human oriented.
Il Patient Affairs non è una questione di pochi, ma davvero di tutti. 


*Patient Affairs and Advocacy Lead – PRINEOS s.r.l.
www.prineos.com