MORFOLOGIE 51 – Il valore del dialogo

EDITORIALE

Il valore del dialogo

di Antonella Celano – Presidente APMARR

Il dialogo non è una formula astratta né un esercizio di buone intenzioni. Per un’associazione di pazienti, è uno strumento di lavoro essenziale. È attraverso il confronto costante con le istituzioni politiche, mediche e scientifiche che si costruiscono percorsi credibili e si ottengono risultati concreti per le persone con malattie reumatologiche e per le loro famiglie.

La nostra rivista nasce e cresce con questo obiettivo: essere uno spazio di informazione, ma anche di connessione. Negli ultimi numeri abbiamo scelto di dare voce a interlocutori istituzionali di primo piano, convinti che ascolto e trasparenza siano il primo passo verso politiche sanitarie più attente. In questa direzione si inseriscono l’intervista al Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, pubblicata nel numero precedente, e quella al Presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli, che ospitiamo in questo numero. Due contributi diversi, accomunati dalla consapevolezza che la sanità del futuro si costruisce solo attraverso una collaborazione reale tra tutti gli attori coinvolti.

Negli ultimi mesi, qualcosa sta cambiando. La politica sta iniziando a riconoscere in modo più esplicito l’impatto delle malattie reumatologiche sulla vita delle persone e sul Servizio Sanitario. L’approvazione dell’emendamento alla Legge di Bilancio 2026 rappresenta un segnale importante in questa direzione. Non è un punto di arrivo, ma un riconoscimento atteso e necessario, che dimostra come anche il lavoro di advocacy portato avanti dalle associazioni di pazienti stia trovando ascolto.

È però fondamentale mantenere uno sguardo lucido. L’emendamento è un primo passo, non il traguardo. L’obiettivo resta più alto e più ambizioso: l’approvazione del Disegno di Legge Cantù (Ddl 946 “Riorganizzazione e potenziamento dei servizi sanitari in ambito reumatologico”). Un provvedimento che può offrire una risposta strutturata, capace di incidere davvero sull’organizzazione dell’assistenza, sulla diagnosi precoce e sulla presa in carico dei pazienti.

Come Associazione continueremo a fare ciò che riteniamo indispensabile: mantenere aperto il dialogo, costruire alleanze, portare le istanze dei pazienti nei luoghi in cui si prendono le decisioni. Perché solo lavorando insieme — istituzioni, professionisti sanitari, comunità scientifica e pazienti — è possibile costruire un futuro migliore, più equo e consapevole.