itenfrdeptrues

dona ora

Il piede reumatico

  • Mercoledì, 27 Novembre 2019
  • Condividi su:
Il piede reumatico

Serena Mingolla intervista Rosella Tirri, in servizio presso l'Unità Operativa di Reumatologia, Dipartimento di Medicina di Precisione Università della Campania Luigi Vanvitelli.

La salute del piede è un argomento ancora poco considerato e vi è scarsa consapevolezza da parte dei pazienti affetti da patologie croniche articolari riguardo al coinvolgimento stesso del piede, sebbene esso sia, in molti casi, sede elettiva e di insorgenza di queste malattie. Ne abbiamo parlato con Rosella Tirri, reumatologa che di recente ha partecipato al Congresso Internazionale di Podologia svoltosi a Napoli e incentrato sul tema del “Piede complicato da patologie croniche”.

Dr.ssa Tirri, ci spiega quale può essere il coinvolgimento del piede nei pazienti reumatici?

L’impegno del piede nei pazienti reumatici è comune e le patologie in cui è più frequente sono l’artrite reumatoide, l’artrite psoriasica, l’osteartrosi, la gotta. In particolare, circa il 90% dei pazienti con artrite reumatoide può soffrire di un processo flogistico a carico dei piedi durante il corso della malattia. Tale processo può anche essere la sede d’esordio della malattia nella sua forma “early”.
Le principali caratteristiche dell’impegno infiammatorio dei piedi sono il dolore, la tumefazione, che spesso interessano anche le caviglie, e il realizzarsi, nel tempo, con il progredire del danno articolare, di deformità come l’alluce valgo, il primo metatarso varo, la caduta della volta plantare. Nell’artrite psoriasica il coinvolgimento infiammatorio riguarda anche e soprattutto le dita dei piedi “dattilite” o “dito a salsicciotto”, il tendine di Achille e la fascia plantare. È evidente come tali alterazioni in corso di patologie reumatiche articolari hanno un impatto negativo sulla qualità della vita del paziente alterando l’appoggio e la deambulazione.

C’è la dovuta attenzione da parte della comunità scientifica a strategie terapeutiche non solo farmacologiche?

In una recente revisione della letteratura su questo argomento, il 61% delle pubblicazioni riguardava linee guida e raccomandazioni relative alle strategie terapeutiche del piede diabetico e solo il 14% riguardava il piede nelle patologie reumatiche, con una prevalenza di interesse per l’artrite reumatoide (8,4%). C’è quindi ancora tanto lavoro da fare. Sottolineo, inoltre, che pazienti con artrite reumatoide considerati alla visita in remissione, secondo gli attuali strumenti clinimetrici di valutazione, presentano frequentemente un’attività residua di malattia proprio a livello dei piedi, esacerbata dal complesso meccanismo di interazione tra infiammazione e carico meccanico.
Il concetto di “salute del piede” è raramente considerato in una consultazione medica anche reumatologica, mentre sarebbe importante individuare sin dal principio nei pazienti reumatici con impegno dei piedi una terapia ortesica o fisioterapica di supporto, in un rapporto di collaborazione tra specialista reumatologo e altre figure professionali come il podologo e il fisioterapista. È noto, infatti, che fattori meccanici come il peso corporeo possono nel tempo favorire la progressione della disabilità del piede nei pazienti reumatici, quindi un intervento precoce con plantari ad hoc, ortesi di scarico e strutture periarticolari può ridurre il dolore, la disabilità e sicuramente migliorare la qualità della vita dei pazienti.

Quali sono le manifestazioni cutanee più frequenti a carico del piede?

Nei pazienti con patologie reumatiche infiammatorie, le manifestazioni cutanee a carico del piede non sono in genere precoci, tranne che per le lesioni psoriasiche e l’onicopsoriasi (psoriasi a livello delle unghie) che possono precedere l’insorgenza di un’artrite psoriasica. Altre manifestazioni sono i noduli reumatoidi e le ulcere ipercheratosiche nell’artrite reumatoide, i tofi per quanto concerne la gotta.

Cosa sarebbe utile per i pazienti reumatici con impegno doloroso e infiammatorio dei piedi?

Il coinvolgimento infiammatorio delle articolazioni del piede e della caviglia in Reumatologia determina un’alterazione della funzione di questo “organo” e quindi impatta negativamente sulla qualità della vita in tutti i suoi aspetti sociali ed economici. Migliorare l’attenzione nei confronti del concetto di educazione alla salute del piede e implementare l’informazione dei pazienti è davvero importante, come lo è potenziare la collaborazione tra specialista reumatologo e altre figure professionali come il podologo e il fisioterapista allo scopo di intervenire anche nelle fasi precoci di un’artrite cronica. Quindi è rilevante associare alla terapia farmacologica, che oggi nelle artriti croniche si avvale dei farmaci biotecnologici per il controllo ottimale di tali patologie, trattamenti ortesici tecnologicamente evoluti, calzature ad hoc ed esercizi fisioterapici.
In virtù del concetto di “utilità per i pazienti”, vorrei a questo punto sottolineare un punto di vista tutto al femminile che emerge da un articolo scientifico pubblicato quest’anno il cui titolo è davvero significativo e tradotto suona più o meno cosi: “Vieni e cammina con i miei piedi e capirai”. In questo articolo, donne affette da artrite reumatoide, con impegno anche dei piedi, esprimevano il proprio disappunto per l’aspetto estetico delle calzature che, purtroppo, erano costrette ad indossare e richiedevano, quindi, una maggiore attenzione alla loro femminilità. Ecco, anche migliorare questo aspetto è sicuramente utile per le pazienti reumatiche.

Documenti allegati

Condividi sui Social Network

APMARR

Sede Operativa:
Via Miglietta, n. 5
73100 Lecce (LE)
c/o ASL LECCE (Ex Opis)
Tel/Fax 0832 520165
Email: info@apmar.it 
PEC: apmar@legalmail.it
C.F.: 93059010756 
P.I.: 04433470756

Privacy policy

Con il supporto non condizionante di


dona ora