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Biosimilari, le associazioni di pazienti: attenzione ai continui cambi di terapia. Un paziente su 2 riceve spiegazioni insufficienti

  • Lunedì, 18 Maggio 2020
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Biosimilari, le associazioni di pazienti: attenzione ai continui cambi di terapia. Un paziente su 2 riceve spiegazioni insufficienti

Cinque Associazioni di pazienti con patologie immunologiche croniche, AMICI Onlus, AMRER, ANMAR, APIAFCO e APMARR, attraverso un Documento di Consenso chiedono di riconsiderare la proposta di ‘sostituibilità automatica’ di AIFA

AMICI Onlus insieme a AMRER, ANMAR, APIAFCO e APMARR, in rappresentanza di oltre 4 milioni di pazienti con patologie immunologiche croniche in tutta Italia, hanno sottoscritto un Documento di Consenso relativo al trattamento con farmaci biosimilari, chiedendo di riconsiderare la proposta di ‘sostituibilità automatica’ di AIFA, che porta spesso a continui cambi di terapia (switch) giustificati solo da logiche di risparmio e che rischiano di compromettere aderenza alla terapia e sorveglianza a medio-lungo termine sulla sicurezza.

Gli altri punti chiave del Documento di Consenso sono: una maggiore e più uniforme comunicazione per valorizzare il concetto di biosimilare e aumentare l’aderenza; informazione e sensibilizzazione sulla sostenibilità del servizio sanitario e sul valore del farmaco; il reinvestimento delle risorse per migliorare l’accesso alle cure; l’uniformità territoriale della disponibilità dei farmaci; l’inclusione delle associazioni pazienti nei tavoli istituzionali.

Il Documento di Consenso è scaturito da un’indagine, che ha coinvolto oltre 1.300 pazienti dei quali il 42% in trattamento con biosimilari, tra i quali molti nostri associati, che ringraziamo per il loro contributo all’iniziativa.

I dati che emergono sono molto interessanti e consentono di analizzare il problema dal punto di vista di noi pazienti. 7 su 10, tra quelli in cura con biosimilari, hanno già fatto uno switch al secondo trattamento, prescritto nel 29% dei casi per motivi economici, nel 25% per ragioni cliniche, nell’11% per ragioni organizzative; quasi un paziente su 2 ha dichiarato di aver ricevuto spiegazioni inadeguate o insufficienti sui motivi dello switch: tra questi la maggior parte ha ricevuto il biosimilare per motivi di risparmio.

I risultati sono stati presentati alla stampa la scorsa settimana con un comunicato stampa.

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